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    September 20

    7capitolo. Guardando le onde.

    7capitolo. Guardando le onde.
    "Stai, tranquilla.. cambieranno idea".

    Mi diceva Ric Mentre chiudevo la porta.
    Aveva la testa dentro il mio armadio. Era completamente immerso nella massa di vestiti in disordine. E quei pochi rimasti piegati gli afferrava e gli lanciava dietro di se.
    "Ei che fai?".
    Gi dissi angosciata raaccogliendo tutto il macello che aveva provocato.
    "NO,no,no!, quelli sono i vestiti che metterai nella tua valigia!".
    Disse appiccicando le mie mani alle sue.
    No ancora?.
    I suoi occhi mi presero. Come una forza sovraumana.
    Mi attorcigliarono quasi pernonn farmi respirare più. Eppure ci riuscivo ancora, con lui accanto.
    "Se permetti la mia valigia me la vorrei fare io!".
    Il mio tono sarebbe dovuto uscire dalle mie labbra scontroso e arrabbiato, ma i miei pani andarono storti. Non smettevo di guardarlo, il tono lento, confuso si abbandonò al termine della frase.
    "Come faremo?, Mio padre non mi lascierà mai andarci dasola....."
    Dissi con la stessa brezza.
    "Ma ci sarò io con te"
    "Ric" cercai di aprire un discorso, ma non venne apprezzato il mio sforzo, a quanto pare.
    "Ci lascierà te lo prometto!".
    "E tu.. cosa ne sai?".
    "Io sento la maggiorparte delle intenzioni della gente.. Non leggo nella mente, ma riesco a concepire i sentimenti, il disgust, la felicità di chiunque, e nella loro.. c'è tanta voglia di mandarti in italia, sai?".
    La Prima frase fu un solletichoio fastidioso alla pancia. Mentre le ultime parole le prese imbarazzo difronte alla sua ironia.
    "Sono felice, in questo momento?". gli chiesi mettendolo alla prova.
    Appoggiai le mani stretta a pugni nei miei fianchi e lo fissai con aria d'attesa ingombrante.
    Si sedde da un centimetro da me. Per un minuto interminabile.
    Non ci pensò due volte. mi cinse i fianchi e posò le labbra sopra le mie.
    Era una dolce conseguenza, la migliore delle conseguenze.
    Preferivo Baciarlo più di qualunque altra cosa.
    Probabilmente non sarei mai riuscita a metterlo ai voti dentro di me, tra il baciare e il guardarlo negli occhi profondi come il mare aperto. Quello vero, e forse anche più bello.
    Forse non esisteva. Ma Sicuramente. Era davvero bellissimo.
    Non respirai per trenta secondi. Mi staccai dalla sua bocca.
    "Non respiravo più!".
    Dissi singhiozzando. La mia classica figuraccia da " la stupida di turno".
    "Mi avresti salvato se fossi morta dopo il tuo bacio?".
    "Tu al mio fianco non morirai mai. E io ti darò il mio ossigeno a costo che tu viva".
    Afferrai il suo mento con delicatezza e per questa volte fui io ad avvicinarlo al mio.
    "Dobbiamo fare la valigia Tesoro".
    Mi allontanò con dolcezza.
    Sospirai. "Se vedi bene le intenzioni di mio padre allora, ti do una mano!".
    Tornai presto in camera con una valigietta nera di cuoio, abbastanza resistente.
    Lunga 50centimetri e larga 100.
    Mi guardò con uno sguardo storto. Come se non abborvasse la mia scelta.
    "Metterò il minimo indispensabile!". Esclamai tranquillizzandolo.
    "Io non mi fido, ne vado a prendere un'altra!".
    Mi diede un bacio sulla guancia freddoloso.
    E sparì dalla mia stanza.
    Oa che non c'era potevo approffittarmene di inserire nella valigia la biancheria intima e tutte le cose "FEMMINILI" di cui avrei avuto sicuramente bisogno.
    Avevano gia pccupato gran parte della valigia. Quindi oltre a quelle cose indispensabili infilai Tre o quattro magliette e un paio di Jeans attillati.
    Spalancò la porta e feci infretta a chiudere la valigia "Questa è pronta!".
    Dissi mettendola vicino alla porta.
    "OKKEY!".
    Presi altri pantaloni, Una mini, e della maglie estive scollate da mare.
    In una tasca infilai gli occhiali dasole e loro custodia.
    Ric mi aiutava a riempirla.
    "Aspettami qui un momento".
    Mi intrufolai in bagno.
    Presi da un cassettino il mio beauty case.
    Le creme per il viso. Sopratutto quelle anti-brufolo. Non ero piena, ma non si sa mai, per un inconveniente. Presi le mie spazzole. Gli assorbenti.
    Che sapevo non sarebbero mai bastati per quanto saremmo restati in Italia.
    Feci un attimo resoconto. E decisi che gli avrei comprati Una volta arrivati, senza togliere le scorte gia prese per il viaggio.
    Qualche cosa, minima indispensabile e chiudi la cerniera.
    Il beauty case lo misi dentro un sacchetto. Me lo sarei portato a mano.
    Non mi fidavos i schiacciarlo con le altre robe nella mia valigia.
    Del Resto, conteneva anche cose di vetro.
    Era tutto pronto.
    E la mattina dopo del giorno dopo saremmo partiti.
    La mattina dopo del giorno dopo?. Mi chiesi confusa.
    "DopoDomani alle 9.30 c'è il nostro aereo!".
    Disse rinfrecsandomi la memorai.
    "Passerò alle sei qui. Vabene?".
    "Certo". Ansimai.
    "E' tardi Lisa, Ora Dormi".
    Dopo neanche mezzora mi ritrovai nel letto, stesa, con lui accanto.
    Mi sussurrava parole nell'orecchio. Tanto dolci.
    Anche se molte non le riuscii a concepire. Datto il sonno che incombeva.
    Mi accarezzò la guancia Mi diede un'ultimo bacio e mi addormentai".

    Aprii gli occhi d'un tratto.
    Cosa è stato a svegliarmi?.
    Non ricordai neppure Il mio sogno, o inubo che avetti fatto.
    La luce era appena buia.
    Ma riusivo bene a vedere la stana attorno a me.
    Chissà che ore erano.
    Prima di voltarmi sul comodino e sbirciare dal cellulare ancora acceso notai la fessura delle persiane che spiccavano di una luce sfavillante intonate a mille colori e le intonazioni.
    Come le luci natalizie che ogni anno arrotoliamo sui rami dell'albero finto.
    Mi alzai di botto.
    La sveglia ancora non era suonata. Non cipensai due volte e la tolsi per evitare che mi desse il tormento anche se fossi gia sveglia.
    Mi infilai i Jeans e una maglia rossa scollata sulla schiena.
    Avendo una dignità misi, un coprispalle bianco luccicante.
    Non badai alla colazione.
    Un filo di Rimmel di lucidalabbra e di fondotinta.
    Una pettinata e un paio di Spille Per reggere la cupolotta che mi ero appena legata sulla nuca.
    Ero difretta,
    Infilai i piedi nelle ballerine nere vernice.
    Mi lavai e per la fretta le mie mani una volta uscita dal bagno erano ancora gocciolanti.
    Mia madre si era appena alzata. Disolito lei si alza all'alba.
    Solo in quel momento mi accorsi dell'orario.
    Erano le 5.00 Del mattino.
    Sospirai.
    Mi sedetti sulla sedia della cucina accanto a mia madre, aveva i capelli spettinati, gli occhi semichiusi, ero uno zombie.
    "MMh.. come mai così presto lis?".
    Mescolava del latte freddo a una polvere di cacao fondente poco appetitosa.
    Mi voltai per il digusto alla scatola di Cereali difronte a me.
    Lei la afferrò e ne prese una mazzata.
    "Ieri sono andata a dormire presto.." Mentii.
    Come tutte le notti Avevo chiuso le palpedre a Mezza Notte piena.
    "MMH.. Ne sei sicura?".
    Ero un po agitata. Forse Se analizzava ogni particolare si sarebbe resa conto che non era del tutto vero.
    Alzai le sopraccigia e annuii.
    "Ok, sei tutta pronta, ora che ci fai?, entri a scuola tra più di tre ore!".
    "Non lo so.." Mi guardai intorno, presi due o tre biscotti di frumento e gli igoiai in un solo secondo.
    Poi corsi in camera. Come se avessi Fretta.
    Camminai avanti e indietro per la stanza, Spensierata.
    Il mio sguardo poi affondò sulle due valigette ancora ll'algolo della porta. Mi chinai vicino ad essere, E mi divertii giocando con la cerniera di quella dell'intimo.
    Risi pensando ai miei tentativi di nascondere tutti i reggiseni e le cose più personali a Ric.
    Se Saremmo stati in una stanza insieme in italia, si sarebbe accorto di ciò che avrei indossato. E questo mi venne inmente come qualcosa di assai negativo.
    Gironzolai per la stanza senza neanche accorgermi dell'ora che si era fatta.
    Alle sette in punto montai sul motorino.
    Arrivai in meno di dieci minuti.
    Mi sedetti nel primo scalino dell'ingresso. Con una mano appoggiata sula ringhiata.
    Una fila di alunni probabilmente del quinto anno sbarcarono la porta ed entrarono.
    Erano robusti e muscolosi.
    E anche se non era di certo una delle tante cose da ricordare, ne avrei dovuto stare alla larga. E con me tutti quanti.
    Passarono alcune mie compagne di classe.
    Mi guardarono con aria impassibile, si guardarono tra loro poi sosseguì ad un sorrisetto spento.
    Gli feci un cenno con la mano, poi posai i gomiti sul gradino più alto, così che la mia schiena smettesse di lamentarsi.
    Finalmente Alice.
    Corsi verso di lei. Aspettammo per poco affinchè non arrivarono anche le altre.
    Ed Ecco Ric. In ritardo come sempre.
    Ero solo ad aspettarlo. E il bidello mi fissava con occhi minacciosi.
    "Eccolo è arrivato, !".
    Lo indicai per evitare che potesse chiudere la porta e lasciarlo fuori, come aveva detto che avrebbe fatto se non si fosse presentato entro pochi secondi.
    Mi corse incontro.
    "Buongiorno".
    Esclamò al bidello alquanto scocciato.
    Mi prese per mano e infretta mi trascinò dentro scuola.
    "Che hai fatto per arrivare a quest'ora?".
    "Le ultime cose da mettere invaligia".
    A quelle parole ricordai bene del nostro Viaggio.
    Quando?. Pensai a mente.
    Ah, certo, domani mattina!. Sbuffai.
    Domani mattina?. Ripresi dentro di me.
    Come Domani mattina?. Mi venne un brivido glaciale nello stoamco.
    Anche se Ormai il sole invadeva gran parte della città.
    Ci ritrovammo faccia a faccia con Mrs.Tacchet
    Il professore di Lingua.
    Sbatteva la penna contro la cattedra, e ci squadrava ad occhi semiaperti.
    Il mio sguardocadette sui compagni, su Stella che mi sorrideva e indicava il posto accanto a lei che mi aveva rispervato. Sperava che mi sedetti accanto a lei.
    "La giustificazione di questo ritardo!".
    Una volta inpiedi il professore spinse la sedia indietro, emmettendo un fastioso rumore.
    Si avvicinò a noi di due passi.
    Troppo pochi per mettermi a disagio.
    "Mrs. Tacchet è successo un inconveniente ci scusiamo!".
    Ric Mi cinse la vita. E mi sentii la pelle bruciare dall'imbarazzo.
    Qualcuno sbuffò infondo ai banchi, qualcuno rideva come se fosse un bambino di prima elementare.
    E per la prima volta imparai a sorridere orgogliosa invece che abbassare il viso buffonatamente.
    "Seduti, non fiatate.. la prossima volta.."
    Affianco Ric e guardando negli occhi si avvicinò mento a mento.
    "Chiamo a casa.." Sbuffò con aria di superiorità,
    Ben poco me ne importava.
    Quello sarebbe stato. Lultimo giorno di scuola del mese, sicuramenete.
    Mi ritrovavo ai primi fi maggio a dover lasciare la scuola.

    Quando la campanella dell'intervallo suonò non ci misi un secondo immeno.
    Riposi astuccio e libro nello spazio che restava sotto il banco, gia occupato da fogli traparenti per le cartine di georgrafia, e CD di Inglese che forse avrei dovuto ascoltare prima di partire. Come ripasso. Datto che non mi sarei dicerto informato per i compiti estivi.
    Il professore riponeva una massa di fogli spiegazzati nella cartellina di pelle dall'odore.
    " Le devo parlare".
    Mi presentai al suo fianco inaspettatamente ai suoi occhi.
    "Signorina aspetti un secondo" Disse con aria tranquilla e non troppo autoritaria come dovrebbe essera stata, o almeno credevo.
    "E' importante, e dovrei parlarne con tutti i professori..."
    Balbattevò cercando le parole da usare quando mi sarei ritrovata a dover parlare davanti a una distesa di occhi ammutoliti.
    "Si, si.. Intanto vai a cercare i professori con qui vorresti discutere, non ho voglia di aspettare!".
    Mi squadrava affiancandosi la valigetta.
    Fissai il suo fiocchetto nero, al collo, forse troppo stretto.
    Abbinato ad una camica bianca e dei pantaloni bejge indossati da u uomo minuto dalla forma del viso da folletto dispettoso.
    Gli occhiali completavano l'opera. Piccoli, tondi, neri.
    Sopra gli occhietti azzurri che si aprivano e si chiudevano continuamente senza alcuna pausa.
    "Bene..." Sospirai quando mi trovai accanto ad alcuni professori accanto alla cattedrà.
    Cinquanta occhi innervositi, dalle mie amiche, che sembravano essere totalmene assenti, alle persone con cui non avevo spiaccicato mezza parola da quando ero arrivata al liceo.
    Per la prima volta, in prima.
    Ric Mi stava distane di tre metri, mi fissava senza sedersi al suo posto.
    Quell'ordine poco perfetto mi metteva i nervi in disordine.
    Percpì il mio malumore e si sedette compostamente.
    "Questa cosa, che sto per dire.. nessuno la sa.. aperte me.. e.."
    Balbettavo.
    "Non si sente" Gridava maleducatamente dall'ultimo banco qualcuno.
    "Si.." Cercai di soddisfare le richieste di alcuni compagni.
    "Aparte me e Ric.. stavo dicendo.." Ero decisamente pronta.
    Non potevo andarmene senza salutare nessuno, non dire niente a nessuno.
    Alice e Erica mi fissavano con l'aria turbata e snob, che tanto odiavo di loro.
    Alice specialmente, che mi faceva smorfie poco approvative dall'altra parte dell'aula.
    "Questo sarà il mio ultimo giorno di scuola"
    Cercai di non svenire.
    Notavo le faccie sbalordite dei professori, squadrarmi in cerca di voce, o risposte più dettagliate.
    Quella era peggio di un interrogazione alla lavagna di aritmetica.
    Vedevo tabti punti di domanda attorno a me. Mi assillavano come ululati di feroci lupi in cerca di prede per la foresta.
    Ok, basta. E' il momento di finirla. Dissi tra me.
    "Io e Ric abbiamo deciso di partire per l'Italia, dobbiamo sbrigare una cosa importante. Percui ci terremmo occupati per.. un po.
    Quindi, ecco.. vi avevo riunito per salutarvi e per dirvi che ci rivedremo il prossimo anno.
    Non voglio sparire senza avvisare, mi sembra logico".
    La cercai di spiegare al meglio, la dissi tutta ad un fiato.
    I professorri cercavano di dire qualcosa.
    "BehBeh.. Lisa..."
    Mrs.Josefhy cercava di sputare frase, ma non ci riuscii al meglio.
    "Non è un problema vero?". Mi rivolsi alla schermata di Professoressi accanto a me.
    "No.. se è così urgente".
    Disse Miss.Tiky.
    ".. Certo che perdere l'ultimo mese di scuola mi sembra una sciocchezza!".
    Sbuffò Mrs.Sfitt guardanomi ingomnratamente.
    ".. E' una cosa personale.."
    Balbettava Miss.Tiky
    "Beh veramente si.. "
    Intervenì Ric alzandosi e risedendosi.
    "Vi amate così tanto, o siete solo amici?".
    Mrs.Tacchet sembrava voler aprofondire ai fondi il nostro rapporto.
    Feci un giro di occhi.
    Margharet sembrava impressionata da quello che dicevo.
    Anche se non eravamo mai state tanto legate, prensava fosse uno scherzo tutto ciò.
    Leggevo dentro di lei che si sarebbe messa a ridere da un momento all'altro.
    Rachel era indifferente invece,
    giocava con le sue matite, lanciandole e facendole precipitare nel banco, a punta in giu.
    Per quello che era sempre immerso da segni di matita ben calcati.
    Qualche ragazzo mi guardava senza parole.
    Justin osservava ogni mio movimento, e lo vedevo interessato anche a Ric.
    Del resto lo sapevo della sua micidiale cotta ai miei confronti.
    La gelosia nel suo sguardo incombeva, fino a farmi riuscire a stare in imbarazzo.
    ".. Questo non importanta, dobbiamo partire e quello che dovevo dire l'ho gia detto".
    La mia voce sembrava così sicura di se stessa.
    Così decisa, e poco importava dei fatti degli altri.
    Tacchet ruggì.
    "Certo che non è proibito." Sbuffò ancora elettrizzato.
    Ci fu un momento di silenzio.
    Ognuno seduto regolatamente al suo banco, a mani conserte.
    Sembravano la maggior parte allibiti.
    E riuscii a mantenere il mio falso sorrisetto fino a che punto su, Stella.
    Era immobile, bocaa semiaperta.
    Gli occhi lucidi, che da lucidi diventarono veri ruscelli d'acqua.
    Iniziò a singhozzare. Quasi non riuscisse a respirare.
    Quando si accorse che tutti gli occhi ora erano puntati su di lei.
    Si mise una mano sulla fornte ranicchiandosi su se stessa.
    Guardandomi con la coda nell'occhio, impaurita.
    La vedevo soffrire.
    Più di quanto l'avessi mai vista.
    Alice e Erica intanto non la degnarono neppure di uno sguardo, neanche a me, che mi stravolgevo vedendola uccisa dalle sue armi.
    Lei era una vera amica.
    Colei che piange quando perde. Non colei che si nasconde.
    D'stinto mi venne l'impulso di rincorrerla.
    Lo feci.
    Le mie gambe presero il sopravvento e tra i banchi arrivai al suo.
    Si alzò impiedi con le lacrime agli occhi che fecero diventare il colore azzurro cielo delle sue pupille in un incomprensibile trasoarente color pioggia.
    le attorcigliai le mani al collo la stinsi talmente forte da non farla resipirare.
    E lo stesso lei, a me.
    Mi cinse i fianchi e mi avvicinò sempre dipiù.
    "Pe-pe-per-cc-chè?" Mi bisbigliò dell'orecchio.
    "Ragazzi, fuori".
    Disse il Miss.TkY.
    sentii dei passi rivolgersi verso la porta e saprire.
    Eravamo rimaste sole, finalmente.
    "Stella, oggi ho capito una cosa". Le dissi schiondoandomi dalle sue braccia e asciugandogli le lacrime con le maniche della mia felpa.
    Sbuffò disperatamente.
    "Ho capito, che.. tu sei una vera amica, e non ti vorrò perdere mai".
    mi cercò di sorridere, non ci riuscì per le tante lacrime che le scendevano sulle guance fino a renderle due veri palloncini.
    "Da-da-davvero?".
    Balbettò.
    "Stella, tu mi hai dato prova di grande coraggio. E.. "
    Solo in quel momento mi accorsi di una cosa.
    Stavo piangendo.
    Non riuscivo a parlare, saremmo finite per non riusicre a terminare il discorso.
    "Sta-stai piangendo.."
    Si assestò.
    "Io.. si.."
    "Perchè piangi?, io devo piangere!".
    "No, io piango, perchè TI VOGLIO TANTO BENE"
    "OH.." Esclamò mi riprese tra le sue braccia.
    E chi lo avrebbe mai detto.
    Stella, la mia migliore e unica amica, ma VERA.
    Non avevo mai pensato che avresi sentito la sua mancanza.
    Durante i preparativi del Mio "VIAGGIO ITALIANO"  ero solamente interessata a me, a Ric, a cosa avremmo fatto, a cosa avrei dovuto fare, comportarmi.
    Ma seriamente ora che mi è decolato il problema N.1000 addosso , mi rendo conto che non sarà facile stare distante a persone, speciali.
    "Ciao Ragazze, Spero di vedervi quest'estate prima degli anni scolastici, davvero.."
    Risparmiai Erica, e Alice, Che sbuffavano ininterrottamente danneggiate dalla mia presenza.
    Mi rivolsi con tono gentile.
    Se me ne dovevo andare, sarebbe stato meglio lasciare di me un ricordo piacevole, adulto, e maturo.
    "Stella" Mi voltai all'improvviso tenendola per mano.
    Non rispose.
    Eravamo sulla gradinata della scuola.
    Una massa di ragazoni ci stava quasi per travolgere, mentre correva velocemente verso L'autobus che stava partendo.
    Una nuova fila di alunni stava aspettando. Chi partiva con il proprio motorino.Chi in bici, o  addirittura a piedi.
    Ric si avvicinò a noi. Senza invadenza mi accarezzò la guancia e mi abbracciò.
    Lo afferria anche io. E stella con la coda dell'occhio mi fissò sorridente.
    "Buon Viaggio .. Ric.."
    Stella si avvicinò a lui.
    E ad un tratto Pensai che il mio ragazzo e la mia migliore amica.
    Potessero diventare stranamente AMICi.
    Ne sorrisi al pensiero.
    E quando finirono di abbracciarsi, lui si allontanò.
    "Come faccio io ora senza di te, me lo dici?"
    Escalmò felice Stella.
    Nella sua gioia, sapevo, che si racchiudeva una tristezza inspiegabile.
    Perchè anche dentro il mio, di volto di nascondeva qualcosa di diverso.
    "Stellina mia.." Gli dissi abbracciandola.
    "Promettimi solo una cosa" Bisbigliò dell'orecchio.
    "mmh.. Cosa?" Risi.
    "Che qualche volta mi chiamerai"
    Sciolse l'abbraccio.
    "Ti chiamerò?, Staremo sempre al telefono sciocca, te lo prometto!"
    Rise con gli occhi lucidi.
    "Non piangere o darai il via anche a me" Cercai di calmarla.
    Sospirò silenziosa.
    "Mi mancherai.. bella"
    Mi allontanai, con le lacrime agli occhi,
    Tremavo. I miei muscoli non erano più inloro. La testa mi pungeva, come api che non smettevano di pungermi, nel cranio.
    Mi voltai per un secondo. E la vidi seduta nello scalino in qui pochi secondi prima c'ero anche io.
     Non riuscii a deglutire.
    Cavalcai sul mio motorino, parcheggiato vicino a quello si Stella, casualmente.
    Gli diedi una pacca nella sella e sorrisi.
    Stella da lontano mi sorrise, probabilmente mi aveva visto.
    Le mandai un bacio nell'aria e partii, decidendomi di non voltarmi più.






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    http://rirriworld.spaces.live.com/blog/cns!88EE9110EBC3C028!1178.entry lo so XD forse nn vi ricordate piu neanke di ke parla :( ma sapete sn stata ben 3 volte con la febbre qst mese... e ce l'ho anke oggi. Poi la scuola e i compiti in classe... insomma sono riuscita a finire qst nuovo capitolo solo oggi:( mi disp sul serio. Spero vi piaccia cmnq. CIaoo rirri
    Nov. 5
    In questo giorno freddo, vi regalo il capitolo o.11 & o.12 x riscaldarvi!
    BuonaLettura by BOB e scusa x il c/i odioso :)

    PS: si brava :)
    Oct. 13
    Sept. 25
    ci ho messo tnt ma ci sn riuscita!!!!!!!!!!!!!!!
    almeno è lungo!
    http://rirriworld.spaces.live.com/blog/cns!88EE9110EBC3C028!1178.entry
    nuovo capitolo :D
    ciau ragazze
    Sept. 25
    sono la scrittrice di 18 anni sul back stage...
    faccio confusione coi contatti xD
    Sept. 20
    bellissimo!!!!
    e cmnq tranqui io nn ce l'avevo con te... delle ragazzine su un gruppo del mondo di patty scrivono sempre li i commenti...
    io sto scrivendo il prossimo capitolo stasera lo posto sul blog^^ ti avverto ciauuuuuuuuu
    Sept. 20
    FABYwrote:
    bello...ho letto aNche il 6°
    bellissimo.....
    Sept. 20

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