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12 luglio 5-6 CAP. "La libertà dell aquila". Quinto ed ultimo capitolo. L'aquila. I miei occhi si aprirono. "Cristy" Domandai cercandola. "No", mi corressi non appena mene fui ricordata. Se ne era andata. E chissà dov'era in questo momento, con qualcosa o con qualcuno. L'orlogio è nel comodino poco distante. Mi chino ad occhi ancora poco lucidi e inciampo sbadatamente, fino a cadere sul pavimento gelato. Porprio dove aveva dormito lei, Cirsty, quella notte, l'ultima notte. Dove avrà dormito invece e dove dormirà per il resto della sua vita?. Mi cerci du alzare da terra. Mi lavo il viso, ma ancora i miei occhi sono appiccicati come ferro alla calamita. Mi vesto. Con che cosa?, Con il mio vestitino, quello di sempre. Quello che ho messo quando non c'era Cristy, quello che ho indossato quando lei è arrivata, quando abbiamo fatto amcizia, quando siamo state insieme, e quando c'era, poi quando se ne è andata, anche ora, quando ho perso qualcosa di troppo importante. Aprii la porta, la chiusi. Scesi le scale lunge fino alla platea. Una quindicina di bambini scorrazzavano per il salone, qualcuno gli calmava, qualcunaltro era seduto con un gran malditesta, qualcunaltro era in piedi parlava, rideva, scherzava. La mertaed portava dei documenti in uno studio, die professori cercavano la direttrice. Non mi importava niente di tutti loro. Camminai verso il finestrone di vetro, leggeremente più lontano alla porta d'ingresso. Ero giunta lì, scostai le tende bianche latte, Il vetro trasparente mi permetteva di guadare, di notare fuori. Ma ormai non ne aveva più senso. Ora che non c'era più Cristy, non era come una volta, che sognavo di guardare il mondo. Gli alberi tremavano, le foglie venivano cullate dal vento, che le dondolava fino a terra come dolci ballerine. L'aria ad ogni impatto con il cemento del marciapiede sembrava bucarlointensamente, ma senza lasciarne traccia. Il cielo era un soffio di acqua arrivato anche inalto, tra le nuvole fini e biancuole che lo accarezzavano con un tocco di allegria. Dall'orizzonte noto qualcosa. E' un ombra, è nera, si avvicina. Un gabbiano?, no i gabbiani sono bianchi. Eccola, sbatte le ali, Ora è potentissima, la vedo, con i miei occhi è un aquila!. Le sue penne castante sfiorano il sole, che luccica nei suoi occhi lunghi, stupendi, lucidi, piccoli, bensì eleganti, stupefacenti, maestosi. Il suo becco giallo appuntito sembra un arma per chiunque la voglia sfidare, nessuno ne varà scampo. E' una bellezza fuori dal comune. E' a due metri dalla mia vetrataa, la vedo vicinissima, in picchiata, a poco distante da me, dalle mie mani appicicate al vetro sbalza, a destra fa un volo, danza, davanti a me, per dire qualcosa, per mostrarmi qualcosa. Mi ero appoggiata tanto al vetro, che di gettò si spalancò. chiusi le tende, per non farmi sospettare. Uscii, chiusi la vetrata. E corsi attorno a lei come non mai. Felice. Si posava negli alberi, mi ricorreva, io ricorrevo l'aquila. Uno splendore sopraffine. Si posò sempre più alla mia altezza, allungai la mano tremante, ero piena di gioia, non di paura, anche se ero consapevole che le sue unghie appuntite da un momento all'altro si sarebero potute rioltare verso di me. Si attaccò al mio dito, l'indice, non mi pesava neanche, ne ero solamente affascinata. Mi fissò, a due centimetri di distanza, occhi a occhi, le sorrisi. Lei fece uno strano rumore con il becco e continuò a volare, senza allontanarsi, am rimanendo sopra, sopra di me. Mi arrivò a poco dai capelli, stese le zampe, continuando a muoversi nell'aria. No!, non ci potevo credere. IO?. Domandai. Avevo terrore adesso, ma strinsi le mie mani alle sue, continuò a sbattere le ali, ad arrivare sempre più inalto. Sentivo i miei piedi alzarsi da terra, affinchè erano diventati imetri, quelli di distanza tra me e l'erba del prato. "Portami via, portami via!" Urlai. Si alzò sempre più, toccavo ogni sorta di cosa vivente nel firmamento, eravamo a tanto dal suolo, volò, inalto. Finlamente di allontanò. Ero imapurita. Da inalto evdevo il mondo intero. Mi affacciavo, e pensavo che il mio destino era tra il cervello di un aquila. Se avesse aperto le zampe, sarei morta. Forse meglio così. Se avesse preso un semplice fastidio al palmo delle zampe, io sarei decollata. Si avvicinò a terra e mi sentii molto più sollevata. Ero seduta, lontana da tutto, inn un altro prato, in un altro luogo. Dv'ero?. E se l'aquila ora fosse volata via io come avrei fatto?, Dove sarei andata?. Mi appiccicai alle sue zampe, volevo volare. Ma lei stanza sbattè le ali soltando. Allora decisi di iniziare a correre, lo feci. Per fare divertire lei, adesso. In quel istante mi ricordai delle parole di Cristy. "Quando sarai libera, pensa a me" Allora la ricordai. Presi da sotto il vestito il suo figlio, quello che mi aveva regalato,m e lo feci svolazzare assieme a noi. Ad un certo punto il foglio si allontanò scappò dalla presa di Sophie che sorrideva, correva e volava assieme all'aquila. Non se ne accorse neanche. Quel pezzo di carta precipito a terra a cento metri da li, dopo essere svolazzato da tante parti e portato dal vento. "Cristy, Cristy, che cos'è questo?" Un bambino paffuto lo rincorse e lo afferrò. Vedette la sua foto incisa sopra. "Che cosa?" domando eli avvicinadosi. "Questo, è il regalo più grande, ma l'avrà gia dimenticato, come anchio ho dimenticato lei, stanto qui con voi...". Lo fece rivolare inalto, sfuggì. e continuarono a giocare i due bambini. Mentre Sophie e l'aquila di si allontanavano, volavano. <Questo è l'insegnamento, che la felicità è solo la pausa tra un momento di disperazzione e un altro. Che l'amicizia non dura per sempre, come ogni altra cosa. Perchè una promessa non è sufficente per ricordare, e promettere di farlo. Ma che quando si chiude una porta te ne si apre un altra. E allora bisogna pensare solo a quello che ti sta succedendo in quel momento. Non al futuro, ma neanche al passato, l persone vanno e vengono, come gli amici. Per sophie era finita l'era dell'amicizia, era iniziata quella della vita.> Per la prima volta mi sentii qualcuno, non saprei bene come isprimermi, ma, volando cpn l'aquila, fissandola e accarezzandola. Quel giorno mi sentii LIBERA ![]() EccO i protagOnisti: ![]() ![]() ![]() Commenti (15)Per aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati
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